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IL PARADISO E' UN GIARDINO SELVATICO ?

Espressione spontanea della vegetazione dell’isola d’Ischia che si è riappropriata di una falesia modificata faticosamente dalla mano dell’uomo nei secoli per la coltivazione della vite e dell’ulivo.

Terreni degradanti mostrano, strato dopo strato, come il vulcano ha generato questo angolo di terra, su cui dimorano alberi piantati dall’uomo tra cui ulivi, eucaliptus, pino marittimo, lauri, robinia e altri di una imperiosa forza vitale; vi dimorano soprattutto piante spontanee quali agavi (semprevivi in dialetto locale), lentisco, elicrisi, orchidee selvatiche) rosmarini ed erbe che nel corso dei millenni sono state raccolte per la cura ed il nutrimento di persone ed animali.

La vegetazione spontanea si è adattata ai cambiamenti climatici e muta con il mutare delle stagioni sopravvivendo ad estati sempre più asciutte.

La scelta è stata quella di evitare di piantare alberi ed essenze che necessitano di irrigazione per evitare consumi di acqua, risorsa rara e preziosa sull’isola e non intralciare la vita delle piante che hanno l’intelligenza di costruirsi autonomamente il loro habitat.

Il toponimo Succellario è dovuto ad una sorgente termale che sgorga tra gli scogli, nota già a Strabone (64 a.C. - 19 d.C.), citata nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (23 d.C. - 25 agosto 79 d.C.), richiamata nel testo di Giovanni Elisio del 1519 e dal medico Giulio Iasolino nei "rimedi naturali dell’isola d’Ischia" del 1588…”come acque della bellezza”.

Un sentiero si inerpica tra le erbe dall’alto della falesia fino alle acque dell'area marina protetta "Regno di Nettuno", i panorami e gli strapiombi emozionano; lungo il cammino in primavera l’aria è profumata dalla ginestra spinosa dall’odore intenso e del colore del sole, nella calura estiva si incontra un raro garofano selvatico e la brezza marina all’ombra di ulivi e robinie.

In questo luogo “il Paradiso è un giardino selvatico”

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